martedì 9 luglio 2013

Sambuca: Museo Archeologico di Palazzo Panitteri


Lampedusa, il ''prete rock'' don Dario Morreale dirige il coro

Don Dario Morreale, viceparroco della Chiesa Madre di Sciacca, ha diretto il coro di San Gerlando che ha cantato per papa Francesco nel corso della messa a Lampedusa. Don Dario si era già distinto nel corso del "Giovani in Festa" svoltosi a Sambuca il 01/05/2013.

Anche a Sciacca aumenti ed errori nelle bollette di "Girgenti Acque"

Centinaia di utenti inferociti a Sciacca per contestare le bollette idriche. Da giorni i saccensi affollano gli uffici di Girgenti acque, ma anche i corridoi del Comune, le sedi dei patronati e di Federconsumatori. Leggi l'articolo

domenica 7 luglio 2013

Personaggi illustri, Emanuele Navarro della Miraglia

Nacque a Sambuca Zabut (od. Sambuca di Sicilia), nell’Agrigentino, il 9 marzo 1838, da Vincenzo e da Vincenza Amodei (uno stato di famiglia autografo del padre è riprodotto in Di Giovanna, 1978, pp. 6 s.). Ebbe un fratello, Calogero, e una sorella, Giuseppina.
Il padre, medico e poeta, originario di Ribera, s’era trasferito a Sambuca nel 1837 a causa della malaria. Il titolo di ‘conte della Miraglia’ sembrerebbe un puro nom de plume, utilizzato per la prima volta da Navarro in una nota editoriale del periodico palermitano Senzanome, nel 1860 (Mugnos, II, 1979, pp. 243 s.).
Tra 1856 e 1858 risiedette stabilmente a Palermo per frequentare la facoltà di giurisprudenza; negli stessi anni collaborò con il periodico sambucese L’Arpetta, fondato dal padre, in cui pubblicò rassegne bibliografiche, traduzioni di autori stranieri e testi poetici in parte confluiti nella raccolta Alcune poesie di Emmanuele Navarro siciliano (Palermo 1856). In redazione conobbe Lionardo Vigo (che aiutò nella compilazione della Raccolta amplissima di canti popolari siciliani, Catania 1857), Giuseppe Macherione e Luigi Capuana, con i quali si legò di profonda amicizia.

sabato 6 luglio 2013

L'Officina postale di Sambuca

Già prima della riforma postale, definita con i Regi Decreti N° 1756 e 1757 del 10 novembre 1819, Sambuca faceva parte del primo piano del 1790, poi seguito, con poche variazioni, da un secondo nel 1799, approntato dall’Amministrazione delle Regie Poste dopo la sottrazione, nel giugno 1786, della gestione alla famiglia del Principe Alliata di Villafranca.

venerdì 5 luglio 2013

Sammucari babbaluciari

L’etimo babbaluci si ritiene derivi dall’arabo BABUS, ossia scarpa di donna con la punta ricurva in alto. Gli antichi Sicani, ne erano ghiotti consumatori, come testimoniano i ritrovamenti a mucchi presso la grotta di Isaredda (Sambuca di Sicilia). Uno dei proverbi siciliani sulle lumache recita: “babbaluci a sucari e fimmini a vasari nun ponnu mai saziari” (lumache da mangiare e donne da baciare non saziano mai!).

giovedì 4 luglio 2013

Il Cunsulo o Cunsolu, un rito di pietà e di amore

Questo brano è tratto dal libro “Fra arcobaleno e granito”, edito dalle “Edizioni della Fondazione Vito Fazio Allmayer” e riporta frammenti autobiografici di Epifania Giambalvo.
“A Sambuca stavo quasi sempre per la strada: giocavo a calcio, nel ruolo di portiere, con altri bambini, che mi chiamavano “Giacinta” (Giacinto era il nome di mio fratello) e mi beccavo qualche pallonata in piena faccia; inoltre andavo sempre ai funerali, anzi assistevo a tutti i riti funebri, da principio alla fine.
Appena sentivo suonare le campane a morto, mi recavo subito in casa del defunto, ove si svolgeva, in primo luogo, una scena, a dir poco, allucinante: le donne di casa si affrettavano a pulire tutte le stanze e, alla fine, aprivano il balcone della strada principale e gridavano, a piena voce, “Culonna!…”; era una scena da tragedia greca in cui il dolore veniva trattenuto fino al compimento del lavoro e, in questo modo, veniva differito. A queste grida accorreva molta gente, che si riuniva intorno alla salma dell’estinto e ne decantava le virtù o i meriti che nessuno in vita gli aveva mai riconosciuto: tutti piangevano, alcuni gratis ed altri a pagamento. Ad una cert’ora i vicini di casa portavano latte, biscotti, caffè e briosce e, dopo mezzogiorno, un paio di polli con patate a spezzatino e relativo brodo, pensando di poter consolare, in questo modo, gli afflitti parenti del morto che, vestito da cima a fondo con abiti del tutto nuovi, stava su un catafalco, posto al centro della stanza, quasi a godersi lo spettacolo.

martedì 2 luglio 2013

Bizzarria e originalità del "sammucaru"

Questo brano è tratto dal libro “Fra arcobaleno e granito”, edito dalle “Edizioni della Fondazione Vito Fazio Allmayer” e riporta frammenti autobiografici di Epifania Giambalvo.
“Tutte le estati andavo, con i miei familiari, a Sambuca, ove ci fermavamo per circa due mesi. Ho avuto, quindi, la possibilità di conoscere meglio il mio paese d’origine, i suoi abitanti e le loro vicende pubbliche e private.
Vi erano dei personaggi molto strani e originali, per certi versi quasi pirandelliani.
Ve n’era uno che faceva di professione l’invitato: si era procurato un abito blu da cerimonia e, con questo, si presentava a tutte le feste, a tutti i banchetti, dai matrimoni alle cresime, dai battesimi alle prime comunioni, e così mangiava a sbafo tutti i giorni. Ve n’era un altro che diceva di essere fratello della regina d’Inghilterra: di giorno andava a lavorare in campagna, ma la sera si metteva un mantello pieno di medaglie e raccontava come si era generata questa parentela.

Sambuca di Sicilia: Gli antichi camminamenti sotterranei (purrere)

pubblicato su " PROGRESSIONE N 51 " anno 2004
La Sicilia chiama, la Commissione Grotte risponde. Potrei iniziare così la storia di un’altra breve avventura svoltasi nel mese di maggio del 2004.
Su formale richiesta del Comune di Sambuca di Sicilia, interessato a sapere di più sulle numerose leggende che raccontavano di antichi camminamenti sotterranei costruiti dai Saraceni (primi abitanti dal paese) e che attraversavano l’omonimo paese, per eventualmente fruirne turisticamente, ho volentieri accettato di fare una breve trasferta, accompagnato da Louis Torelli, sicuramente più esperto di me di speleo-archeologia. Nonostante le mie raccomandazioni al Comune di Sambuca di effettuare prima del nostro arrivo, delle ricerche preliminari nell’archivio storico o individuare possibili passaggi non esplorati, ci è stato purtroppo affidato un accompagnatore del luogo (e poi un secondo) con tanta buona volontà, ma senza notizie storicamente accertate, né tantomeno con una mappa segnata da punti interrogativi. Ci siamo pertanto rimboccati le maniche, chiedendo qui e lì, alle persone più anziane, se ricordassero di aver visto o sentito dire, nella loro fanciullezza, di ingressi o passaggi che potessero portare a qualche scoperta interessante.